Come si vincono le elezioni?

Reddito, vulnerabilità sociale, mercato immobiliare, rappresentazione mediatica e comportamento elettorale, osservati per stabilire quali condizioni rendono un territorio politicamente contendibile.

Le domande di partenza, lo spazio e il tempo

Milano registra il reddito medio più elevato d'Italia e comprende, al tempo stesso, alcune fra le aree più fragili del Nord. La misura aggregata restituisce la prima informazione e occulta la seconda.

Abbiamo deciso di investigare come cambiano quindi le intenzioni di voto all'interno delle città metropolitane, e perchè. Il divario tra i quartieri più costosi e quelli meno costosi all'interno della stessa città aumenta nel tempo? La disuguaglianza è spiegata principalmente dalla dicotomia centro–periferia oppure emerge anche tra zone urbanisticamente simili? E quali segmenti immobiliari mostrano la maggiore divergenza interna nel corso del tempo?

Per provare a rispondere a queste domande, abbiamo deciso innanzitutto di adottare una scala di osservazione che lo rendesse possibile. Come unità di analisi abbiamo adottato le Aree Sub-Comunali di secondo livello (ASC2) dell'ISTAT, partizioni a confini stabili collocate fra il CAP e la sezione di censimento. Nelle sei città considerate ammontano a 419; Firenze ne comprende 74, a fronte di cinque quartieri amministrativi.

Su questa aree sub-comunali abbiamo fatto convergere diverse fonti di dati: le quotazioni immobiliari dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare, i risultati elettorali della Camera ricostruiti a livello di sezione, un decennio di cronaca locale, l'indice ISTAT di vulnerabilità sociale e materiale, le dichiarazioni dei redditi del Ministero dell'Economia.

La seconda decisione riguarda l'orizzonte temporale. Le serie prendono avvio nel 2015. Per l'analisi predittiva abbiamo trattenuto le sole rilevazioni antecedenti a ciascuna consultazione, poiché l'impiego di osservazioni successive equivarrebbe a spiegare un esito elettorale mediante informazioni non ancora disponibili al momento del voto.

La maglia territoriale · 419 aree sub-comunali

Ogni poligono costituisce un'unità di osservazione. A questa scala sono misurate tutte le variabili del progetto.

Il prezzo dello spazio

L'Osservatorio del Mercato Immobiliare pubblica ogni sei mesi i valori di compravendita relativi a quindici tipologie di immobili, distinti per zona omogenea. I perimetri OMI seguono tuttavia una delimitazione autonoma rispetto alle ASC2, e la quotazione di un singolo semestre lascia indeterminata la direzione del mutamento in corso.

L'analisi si è articolata in tre fasi. In primo luogo abbiamo consolidato la serie storica mediante rimozione selettiva delle osservazioni incoerenti e il riallineamento dei codici territoriali modificati nel tempo. Successivamente abbiamo convertito le quotazioni in indicatori di dinamica (variazioni semestrali, trend, volatilità, ampiezza dello scarto fra minimo e massimo). Infine abbiamo operato il trasferimento dai perimetri OMI alle ASC2, ponderando per quota di sovrapposizione territoriale.

Le quindici tipologie di immobili sono state ricondotte a sei categorie funzionali, dalle pertinenze al residenziale di pregio, dal produttivo alla logistica. I prezzi inoltre sono espressi in rapporto alla media comunale, così da preservarne la comparabilità tra città.

70.788
record semestrali di partenza
436
zone OMI trasferite su 419 ASC2
15 → 6
tipologie ricondotte a categorie funzionali

L'indice di dinamicità da noi adottato quantifica l'intensità del movimento dei prezzi. Un quartiere caratterizzato da elevata dinamicità può pertanto trovarsi in forte espansione o in forte contrazione.

Approfondimento → La pipeline completa di preparazione dei dati OMI.

Il voto, quartiere per quartiere

Il portale Eligendo diffonde i risultati delle consultazioni elettorali aggregati per comune. Siamo risaliti ai dati di sezione, reperiti sui portali delle amministrazioni comunali, e li abbiamo georeferenziati attribuendo poi le varie sezioni alle aree ASC2 tramite spatial join.

La collocazione fisica dei seggi però muta da una consultazione all'altra. L'identificativo di sezione permane, ma l'edificio cambia, e la documentazione disponibile risulta frammentaria, ripartita fra portali Open Data e documenti non strutturati. La ricostruzione di tale corrispondenza costituiva la condizione per confrontare la medesima sezione fra il 2013 e il 2022.

I partiti sono ricondotti a un codice identificativo stabile nel tempo e aggregati in quattro correnti. La variabile impiegata nel seguito è dicotomica: rispetto alla tornata precedente, il vincitore del quartiere muta oppure permane?

Anno
Corrente vincente per quartiere · sei città

L'intensità cromatica è proporzionale alla quota di voti del vincitore: le tonalità più tenui corrispondono a vittorie di misura.

Le sei città manifestano configurazioni divergenti. Bologna e Firenze conservano l'intero territorio per tre tornate consecutive. Milano e Torino presentano una frattura interna netta e temporalmente stabile. Napoli conosce nel 2018 un'alternanza pressoché generalizzata a favore del Movimento 5 Stelle. Roma permane frammentata lungo tutto il periodo, senza riconducibilità a un asse geografico definito.

In termini quantitativi, nel 2018 il vincitore muta nel 93% dei quartieri di Napoli e nel 50% di quelli di Milano, mentre a Bologna e Firenze l'incidenza è nulla. Nel 2022 il fenomeno si concentra su Roma, che passa dal 28% al 46%, e a Napoli scende al 14%.

Approfondimento → Scraping, geocoding, Gini elettorale, I di Moran e cluster LISA.

La rappresentazione mediatica del quartiere

Una componente della percezione che i residenti maturano del proprio territorio passa per la rappresentazione mediatica che si fa del quartiere stesso.

L'esito finale si gioca sulla mobilitazione di segmenti di elettorato meno caratterizzati politicamente, quindi più sensibili al trend del momento. Leonardo Piccini · ricercatore IRPET

Abbiamo raccolto le edizioni locali del network Citynews e le abbiamo sottoposte a territorializzazione, individuando nei testi i riferimenti alle ASC2 e attribuendo ciascun articolo alla zona menzionata.

Ne abbiamo derivato due indicatori. La copertura, che quantifica le occorrenze giornalistiche relative a un quartiere nell'arco di un semestre, restituendo una misura di visibilità. La polarità, che quantifica il tono medio del racconto, che abbiamo inoltre standardizzato al fine di preservare la comparabilità fra città con volumi di cronaca eterogenei.

Indicatore Periodo
Il racconto mediatico dei quartieri · sei città

La scala cromatica è condivisa fra tutte le città, così da consentire il confronto tanto diacronico quanto interurbano.

La copertura presenta una concentrazione marcata: il 10% delle zone assorbe il 45% delle occorrenze, e corrisponde ai nuclei centrali e ai principali poli funzionali. La polarità misura una dimensione distinta, ossia l'orientamento valutativo del racconto, e restituisce una distribuzione territoriale differente.

Approfondimento → Scraping, territorializzazione dei testi, TF-IDF e costruzione della polarità.

La geografia della vulnerabilità

L'indice ISTAT di vulnerabilità sociale e materiale misura una fragilità connessa al ciclo di vita e alla tenuta delle reti familiari, ponderando la presenza di anziani soli, il carico di minori, l'instabilità abitativa e la quota di giovani esclusi dai percorsi formativi e occupazionali. Lo abbiamo ricostruito per le aree sub-comunali ASC2 per il 2011 e il 2021, mediante sette indicatori elementari e aggregazione con metodologia AMPI.

Distribuzione dell'indice nei quartieri · 2011 vs 2021

La scatola delimita il 50% centrale dei quartieri, la linea interna indica la mediana, i punti isolati i valori anomali. Il tratteggio segna il riferimento nazionale (100).

Nel corso del decennio le sei città seguono traiettorie divergenti. A Bologna lo scarto interquartile passa da 8,5 a 22,8 e a Torino più che raddoppia: in entrambi i casi la metà centrale dei quartieri si disperde. A Roma il medesimo scarto si contrae, con una mediana che scende sotto la soglia di riferimento, secondo un andamento condiviso con Napoli.

Il caso di Milano richiede una lettura articolata, poiché i due indicatori divergono. Lo scarto interquartile permane invariato, a indicare una metà centrale compatta quanto un decennio prima. La distanza fra il quartiere meno vulnerabile e quello più vulnerabile passa però da 28,7 a 48,5 punti: il movimento interessa le code della distribuzione.

Approfondimento → I sette indicatori e le loro proxy, la metodologia AMPI, mappe per città.

La concentrazione della ricchezza

I dati fiscali del Ministero dell'Economia, aggregati per ASC2, restituiscono per ciascun quartiere e per tre macro-periodi il reddito medio, l'indice di Gini interno e l'aliquota effettiva. Quest'ultima incorpora deduzioni e detrazioni, e quantifica pertanto il prelievo reale.

Reddito medio e disuguaglianza interna · quartieri ASC2

Ogni punto rappresenta un quartiere in un periodo. Il tratteggio corrisponde alla regressione sui dati del periodo.

La relazione ricorre in tutti i periodi osservati: i quartieri a reddito più elevato presentano anche la maggiore disuguaglianza interna. Milano e Roma occupano le posizioni estreme su entrambi gli assi, con quartieri oltre gli 80.000 euro di reddito medio e indici di Gini superiori a 0,65.

Nel passaggio fra i periodi la distribuzione trasla verso destra per effetto della crescita nominale dei redditi, mentre la pendenza permane invariata. L'associazione conserva la propria intensità.

Firenze ha accanto a sé Fiesole che è un quartiere molto ricco diciamo con un reddito medio molto elevato in cui se guardi da un punto di vista di opportunità di lavoro, servizi eccetera, non c'è niente, quindi se uno guarda Fiesole come comune non si spiega perché ci sia un reddito medio così elevato, in realtà è il quartiere dove vivono tutte le persone professionisti eccetera eccetera, che gravitano su Firenze e dintorni Leonardo Piccini · ricercatore IRPET

Approfondimento → Gini per quartile, aliquota reale, mappe del reddito e mobilità economico-spaziale.

La città come rete

Nella classificazione, le caratteristiche del territorio precedono il voto e ne costituiscono la spiegazione. In questa sede la sequenza si inverte. La motivazione è di ordine pratico: disponiamo di tre periodi di dati immobiliari a fronte di due sole transizioni elettorali utilizzabili in chiave predittiva, e l'inversione rende disponibile il terzo periodo.

L'oggetto è un grafo multilayer composto da 1.257 nodi, ciascuno corrispondente a un quartiere in un dato periodo. Gli archi congiungono zone con dinamiche immobiliari affini e collegano ciascuna zona a se stessa nel periodo successivo. Su tale struttura l'algoritmo di Louvain individua comunità di quartieri, la cui evoluzione può essere seguita nei processi di consolidamento e di frammentazione.

Il grafo multilayer · 1.257 nodi, 22.494 archi, comunità Louvain

Trascina per spostarti · rotella per lo zoom · passa sopra un nodo per isolarne i vicini

L'ipotesi sottoposta a verifica postulava che l'instabilità di una comunità segnalasse un territorio in rapida trasformazione, e che tale trasformazione risultasse favorita da un contesto politico scarsamente pluralistico, nel quale un'amministrazione dotata di ampio consenso disponga di margini d'azione più estesi.

Approfondimento → Architettura della pipeline, layer, evoluzione delle comunità, rete esplorabile.

Le condizioni della contendibilità

La variabile obiettivo è dicotomica e caratterizzata da forte squilibrio, poiché i casi di alternanza costituiscono la minoranza. La metrica di riferimento adottata è di conseguenza l'accuratezza bilanciata, che pondera in egual misura le due classi.

Sono stati posti a confronto tre modelli — una Random Forest con pesi bilanciati, XGBoost e una Random Forest con oversampling — sottoposti a due prove di trasferimento. La prima opera nel tempo, addestrando sul 2018 per prevedere il 2022. La seconda opera nello spazio, escludendo un'intera città dall'addestramento e richiedendone la classificazione senza alcuna osservazione pregressa.

Feature set
Confronto tra i modelli · metriche sul test 2022

La variazione del feature set isola il contributo della variabile principale: tutte le metriche flettono simultaneamente.

Nel trasferimento temporale il modello consegue risultati apprezzabili. XGBoost raggiunge un'accuratezza bilanciata di 0,709 e individua il 77% dei casi di alternanza, a fronte di un elevato numero di falsi positivi. La Random Forest adotta un comportamento più conservativo, con la precisione più elevata e un richiamo dimezzato.

Tale capacità predittiva è imputabile a una sola variabile, ossia il margine fra prima e seconda corrente nella consultazione precedente. La sua rimozione riduce XGBoost da 0,709 a 0,634 e la Random Forest da 0,676 a 0,563, e nessuna variabile di contesto ne surroga la funzione.

Contributo delle variabili alle previsioni corrette · Random Forest, modello completo

Ogni punto corrisponde a una previsione. La posizione orizzontale esprime il contributo della variabile, il colore il livello assunto dalla variabile stessa.

La lettura per singola previsione ne precisa il verso. Valori contenuti del margine orientano verso la previsione di alternanza: laddove la competizione precedente si era decisa per scarti minimi, il mutamento del vincitore diventa più probabile. In posizione subordinata, con contributi sensibilmente inferiori, compaiono il reddito medio e la relativa volatilità, la polarità delle notizie, e la dinamicità dei prezzi nel comparto terziario.

La prova spaziale risulta più stringente. Con l'esclusione a rotazione di una città, l'accuratezza bilanciata media scende a 0,563, con dispersione elevata fra i casi.

Città esclusa dal trainingCon margineSenza margine
Milano0,6520,522
Roma0,6250,500
Torino0,6060,531
Napoli0,3700,495

Il caso di Napoli preclude la generalizzazione. È l'unica città nella quale l'inclusione del margine peggiora le prestazioni anziché migliorarle, a indicare che il medesimo margine elettorale assume significati differenti in funzione della struttura politica del territorio. Con l'esclusione della variabile, l'accuratezza media scende a 0,512, valore prossimo al livello casuale.

Bologna e Firenze rimangono escluse dalla tabella: in entrambe il vincitore permane invariato in ogni quartiere e in ogni tornata, e come insiemi di test risulterebbero privi di significato. Il loro apporto all'addestramento è tuttavia rilevante, poiché la loro rimozione riduce l'accuratezza media a 0,522.

Quei luoghi un pochino più lasciati indietro che nelle ultime elezioni hanno spesso manifestato un voto diciamo di protesta quindi contrario a chi era in quel momento al potere spesso magari anche diciamo accodandosi a partiti con una prospettiva un po' antisistemica i Cinque Stelle in passato la Lega prima ancora eccetera eccetera che intercettano un po' un malumore in alcune fasce della popolazione che è molto concentrata geograficamente Leonardo Piccini · ricercatore IRPET

L'inquadramento teorico

Il risultato relativo al margine si mostra coerente con la letteratura, nella quale l'inerzia politica figura fra i predittori più stabili del comportamento elettorale su base territoriale.

Il peso più contenuto di reddito basso e disagio si iscrive invece nella geografia del discontento elaborata da Andrés Rodríguez-Pose, che interpreta il voto di protesta come risposta geograficamente concentrata dei territori che si vedono marginalizzati.

Approfondimento → Validazione, confronto tra classificatori, ablazione del margine, sette letture SHAP.

Esiti e sviluppi

Il lavoro ha prodotto una base dati integrata su una geografia fine e ne ha sottoposto a verifica la tenuta. Quanto risulta confermato indica che le città italiane, al di sotto della media comunale, presentano fra loro una varianza superiore a quella che un modello unitario è in grado di rappresentare.

Ai fini della previsione dell'alternanza, la storia elettorale recente possiede un contenuto informativo superiore a quello delle caratteristiche strutturali del territorio. Il margine della consultazione precedente si conferma dominante in ogni configurazione sottoposta a verifica, tanto nel trasferimento temporale quanto in quello spaziale. Questo significa anche che le variabili socioeconomiche, immobiliari e mediatiche hanno un peso che rimane tuttavia contenuto e, soprattutto, circoscritto al contesto di origine.

Il rilievo coincide con il presupposto della letteratura sul place-based approach: se le relazioni sono locali, una politica uniforme sull'intero territorio comunale difficilmente produce effetti omogenei.

Distinzione del segno della variazione

Separare i territori interessati da incremento dei prezzi da quelli in contrazione. Gentrificazione e svuotamento funzionale costituiscono fenomeni opposti che l'indice attuale aggrega in un unico valore.

Accessibilità e dotazione di servizi

Quantificare il tempo necessario, da ciascun quartiere, per raggiungere presidi ospedalieri e istituti scolastici, ricavando da OpenStreetMap esercizi, presidi e spazi pubblici a una granularità inferiore all'area sub-comunale. I dati di spostamento, non disponibili nel presente lavoro, aggiungerebbero la varietà delle relazioni quotidiane.

Granularità e raffinamento delle proxy

Superare il vincolo decennale del censimento disaggregando i dati comunali mediante variabili correlate a granularità maggiore, e sostituire le proxy attuali con le matrici di incrocio ISTAT, affiancate da quotazioni OMI, anagrafi comunali e servizi di vicinato.

Demografia, reddito equivalente e lavoro

Affiancare alle variabili economiche l'età media di quartiere e il tasso di dipendenza, applicare le scale di equivalenza OCSE al reddito familiare e incrociarle con la tipologia di impiego, per distinguere l'invecchiamento urbano dalle condizioni di working poor.

Modelli linguistici sensibili al contesto

Affiancare all'approccio lessicale modelli Transformer addestrati su un corpus annotato e LLM interrogati con pochi esempi già classificati. Negazioni e ambiguità verrebbero trattate meglio, con ItEM mantenuto come riferimento trasparente.